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Me

e le conseguenze di me
October 05

Settimana Enigmistica - Chi ci ricorda? . Soluzione nel prossimo numero...

 
 
 
"Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? quam diu etiam furor iste tuus nos eludet? quem ad finem sese effrenata iactabit audacia? Nihilne te nocturnum praesidium Palati, nihil urbis vigiliae, nihil timor populi, nihil concursus bonorum omnium, nihil hic munitissimus habendi senatus locus, nihil horum ora voltusque moverunt? Patere tua consilia non sentis, constrictam iam horum omnium scientia teneri coniurationem tuam non vides? Quid proxima, quid superiore nocte egeris, ubi fueris, quos convocaveris, quid consilii ceperis, quem nostrum ignorare arbitraris?
 
Quid est, Catilina? num dubitas id me imperante facere, quod iam tua sponte faciebas? Quid est enim, Catilina, quod te iam in hac urbe delectare possit? in qua nemo est extra istam coniurationem perditorum hominum, qui te non metuat, nemo, qui non oderit?Quae nota domesticae turpitudinis non inusta vitae tuae est? Quod privatarum rerum dedecus non haeret in fama? Quae lubido ab oculis, quod facinus a manibus umquam tuis, quod flagitium a toto corpore afuit. cui tu adulescentulo, quem corruptelarum inlecebris inretisses, non aut ad audaciam ferrum aut ad lubidinem facem praetulisti?
Servi mehercule mei si me isto pacto metuerent, ut te metuunt omnes cives tui, domum meam relinquendam putarem; tu tibi urbem non arbitraris? et, si me meis civibus iniuria suspectum tam graviter atque offensum viderem, carere me aspectu civium quam infestis omnium oculis conspici mallem; tu cum conscientia scelerum tuorum agnoscas odium omnium iustum et iam diu tibi debitum, dubitas, quorum mentes sensusque volneras, eorum aspectum praesentiamque vitare? Si te parentes timerent atque odissent tui neque eos ulla ratione placare posses, ut opinor, ab eorum oculis aliquo concederes. Nunc te patria, quae communis est parens omnium nostrum, odit ac metuit et iam diu nihil te iudicat nisi de parricidio suo cogitare; huius tu neque auctoritatem verebere nec iudicium sequere nec vim pertimesces?
 
 
Quae tecum, Catilina, sic agit et quodam modo tacita loquitur: 'Nullum iam aliquot annis facinus exstitit nisi per te, nullum flagitium sine te; tibi uni multorum civium neces, tibi vexatio direptioque sociorum inpunita fuit ac libera; tu non solum ad neglegendas leges et quaestiones, verum etiam ad evertendas perfringendasque valuisti. Superiora illa, quamquam ferenda non fuerunt, tamen, ut potui, tuli; nunc vero me totam esse in metu propter unum te, quicquid increpuerit, Catilinam timeri, nullum videri contra me consilium iniri posse, quod a tuo scelere abhorreat, non est ferendum. Quam ob rem discede atque hunc mihi timorem eripe; si est verus, ne opprimar, sin falsus, ut tandem aliquando timere desinam."
 
Da Cicerone, Orazione I contro Catilina (1-3)
 
Fino a quando, Catilina, continuerai ad abusare della nostra pazienza? Per quanto tempo ancora il tuo folle comportamento si farà beffe di noi? Fino a che punto si scatenerà questa tua temerità che non conosce freno? Non ti fanno nessuna impressione ne il reparto armato che di notte presidia il Palatino, né le pattuglie che svolgono servizio di ronda in città, né l'ansiosa preoccupazione del popolo, né il concorde accorrere di tutti i buoni cittadini, né questa sede così ben fortificata per la seduta del senato, ne l'espressione del volto dei presenti? Non t'accorgi che le tue trame sono palesi? Non vedi che la tua congiura, conosciuta com'è da tutti i presenti, è ormai tenuta strettamente sotto controllo? Chi di noi, a tuo avviso, ignora cos'hai fatto la notte scorsa e quella precedente, dove sei stato, chi hai convocato, che decisione hai presa?
 
 
Che cosa c’è Catilina? Forse che esiti (dubiti) a fare questo per mio ordine poiché ormai facevi di tua volontà? C’è infatti qualcosa Catilina che ti possa allettare in questa città, nella quale non c’è nessuno al di fuori di questa congiura di uomini corrotti che non ti tema, nessuno che non ti odi? Quale vergognosa infamia è stata impressa sulla tua vita privata? Questa vergogna per le cose private non è fissa nella tua reputazione? Questo desiderio non fu lontano dagli occhi, questo fatto (non fu) lontano dalle mani, questo scandalo da tutto il corpo. A quale giovane non portasti il pugnale per un delitto o la fiaccola per il piacere.
 
Se, perbacco, i miei schiavi avessero di me lo stesso timore che hanno di tè tutti i tuoi concittadini, riterrei inevitabile lasciare la mia casa: tu non ritieni altrettanto inevitabile per tè lasciare Roma? Ancora: se io mi vedessi esposto a torto a gravissimi sospetti e all'odio dei miei concittadini, preferirei sottrarmi alla loro vista, piuttosto che vedermi addosso gli sguardi così pieni di ostilità di tutti; tu, invece, pur riconoscendo, consapevole come sei delle tue scelleratezze, la giustezza dell'odio generale che da tanto tempo hai meritato, esiti ancora a fuggire la vista e la presenza di persone che tu ferisci nel loro spirito e nei loro sensi? Se i tuoi genitori provassero per tè timore e odio e tu non riuscissi a trovare il modo di rabbonirli, ti allontaneresti, immagino, dalla loro vista andandotene in un luogo qualunque. Ora è la patria, la madre comune di tutti noi, che ti odia e ti teme, ed è già un pezzo che, a suo avviso, tu non pensi ad altro che ad assassinare proprio lei che è tua madre: e della patria tu non rispetterai l'autorità, non ti piegherai al giudizio che ha di tè, non paventerai la forza?
 
Ed essa, Catilina, si rivolge a tè e oserei dire che nel suo silenzio pronuncia queste parole: «Da diversi anni ormai non s'è verifìcata nessuna azione delittuosa ne infamante se non per opera tua; a tè solo è stato possibile, liberamente e impunemente, assassinare tanti concittadini, sottoporre a vessazioni e razzie i nostri alleati; tu sei stato capace non solo di non tenere in nessun conto ne leggi ne giustizia, ma pure di sovvertirle e distruggerle. Ora, i tuoi misfatti precedenti, per quanto assolutamente insopportabili, pure li ho sopportati così come ho potuto; ma che adesso io debba vivere tutta quanta nel terrore solo per causa tua, che ad ogni stormir di foglia si debba temer Catilina, che evidentemente non sia possibile ordire nessuna trama ai miei danni che sia indipendente dalla tua delittuosa attività, questo è assolutamente insopportabile. Vattene dunque e liberami da questo timore: per non soccombere, se è fondato; per cessare una buona volta per tutte di temere, se è privo di qualunque fondamento.
 
 
Non Lo trovate un po' attuale...?
A me ricorda qualcosa..ummmm...qualcuno...
 
Attendo la soluzione...
 
 
 
 
 
October 02

Io non ho bisogno di denaro

 
 
 
Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all'orecchio degli amanti....
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

Alda Merini.
 
 
 
ps. Non e' vero. Ho bisogno anche di denaro. A questo proposito se ve ne avanzasse un po', vi mando il n. di conto per un Bonifico via email.
Indolore, davvero.
 
: )
 
 
September 25

Lisboa

 
 

DSC_0241.jpg

 
Per Prima cosa ringrazio Roberto, Fabio, Jedi/Panda, Io ci spero ancora per il Welcome back!
 
Sono ancora stordita da tanta bellezza, umanita', colore, temperanza, di questa citta' bellissima, calda, luminosa, sincera, pulita e trasandata, serena, pensierosa, vivace a tratti, coloratissima.
 
Fino ad oggi e' la capitale Europea in cui mi sono senitata piu' a casa, passeggiando tra i vicoli dell'Alfama, le ampie strade alberate di pioppi, l'architettura cosi' personale di tanti palazzi ad ogni angolo della citta'. E' la citta' di Pessoa, Saramago, Pereira.
 
Un luogo suggestivo, che grazie al mio instancabile Pippo, ho girato in lungo e in largo, mi ci sono persa e ritovata. Non sarei tornata fosse statao per me. Non escludo un cambio di residenza.
 
 
 
Esiste una stanchezza dell'intelligenza astratta ed è la più terribile delle stanchezze. Non è pesante come la stanchezza del corpo, e non è inquieta come la stanchezza dell'emozione. È un peso della consapevolezza del mondo, una impossibilità di respirare con l'anima.  Fernando Pessoa
 
 
Buonaserata a tutti.
 
Obrigada.
September 11

Riflessione sulla Liberta' -Sandro Pertini

 

 

  liberta.jpg picture by Enripoppins

 

« Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile: non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma privandomi della libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare. Se il prezzo fosse la libertà, io questa riforma la respingerei. [...] Ma la libertà senza giustizia sociale può essere anche una conquista vana. Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero. [...] Questa non è la libertà che intendo io. »

Sandro Pertini

Il presidente Pertini visto da PAZ

 

 

 

Riflessione. Dove sono finiti gli uomini cosi'

 

Mi sto arrendendo. Io non ho la tempra per fare politica, e non vedo nessuno in giro che ne ne abbia.

 

August 12

L a Quarta Via...

Bivio1.jpg picture by Enripoppins

 

“Esistono menti che si interrogano, che desiderano la verità del cuore, la cercano, si sforzano di risolvere i problemi generati dalla vita, cercano di penetrare l’essenza delle cose e dei fenomeni, e di penetrare in loro stesse. Se un uomo ragiona e pensa bene, non ha importanza quale cammino egli segua per risolvere questi problemi, deve inevitabilmente ritornare a se stesso, ed incominciare dalla soluzione del problema di che cosa egli stesso sia e di quale sia il suo posto nel mondo attorno a lui.”

G. I. Gurdjeff

August 06

Pensiero

 
 
“Avrà pregato bene chi molto ha amato, sia esso un uomo, un uccello o una bestia".
La mia Africa
 
 
Solo un pensiero. L' ho trovato bello.
 
Buonanotte.
 
 
July 20

Diario - Ballata della Solitudine, Ballata del ritorno

 

Ballata della Solitudine.

Te
lasciarti essere te
tutta intera
Vedere
che tu sei tu solo
se sei
tutto ciò che sei
la tenerezza
e la furia
quel che vuole sottrarsi
e quel che vuole aderire
Chi ama solo una metà
non ti ama a metà
ma per nulla
ti vuole ritagliare a misura
amputare
mutilare
Lasciarti essere te
è difficile o facile?
Non dipende da quanta
intenzione e saggezza
ma da quanto amore e quanta
aperta nostalgia di tutto-
di tutto
quel che tu sei
Del calore
e del freddo
della bontà
e della protervia
della tua volontà
e irritazione
di ogni tuo gesto
della tua ritrosia
incostanza
costanza
Allora
questo
lasciarti essere te
non è forse
così difficile

Te- Erich Fried

 


Tra Mercoledi’e Giovedi’ ti accorgi che qualcosa non va.

Sei particolarmente stanca, ti senti sun un filo di seta colorata che sta sbiadendo.

Ti devi fermare, ti dici.

Con grande sforzo rinunci ad un fine settimana in tenda a Sperlonga con gli amici, perche’ sai, perche’ lo sai, di cosa hai bisogno.

Di silenzio.

Di silenzio hai bisogno.

Decidi che a dispetto di tutto, soldi compresi, te ne andrai per una notte a coccolarti, un centro termale poco lontano d Roma fa’ al caso tuo.

Ne approfitti perche’ i tuoi affetti non ci saranno a tenerti compagnia questo fine settimana, e sabato mattina, fai un lungo sospiro, prendi la tua valigetta a rotelle striminzita, e ti chiudi dietro la porta.

Sul treno ti senti come una bambina che ha smarrito i genitori, ma con fiducia si mette in cammino perche’ lei sa, si lo sa, o crede di sapere, dove trovarli.

Avevi occhi grandi sul quel treno, che mentre andava sembrava sussurrarti di aver sbagliato strada, che forse non era proprio li che saresti dovuta andare, ma dalla parte opposta, o forse no, avevi saltato la fermata, ma non sai e rimani li, attendendo che le porte si aprano finalmente nel luogo che Tu hai scelto.

Un giorno solo, ti dici, guardando il tuo biglietto di ritorno.

Quello che doveva essere un fine settimana rilassante inizia e svelare la vera natura del tuo cuore, della tua scelta, anche a te stessa nascosta, poco dopo. Arrivare alla meta e’ piu’ complicato del previsto, o forse e’ solo il cuore stanco.

Eri li perche’ volevi fermarti, e non hai fatto i conti con le implicazione di una scelta di solitudine.

La solitudine e’ tua nemica, ma nella vita, anche la tua piu’ grande alleata. Per vincerla l’hai dovuta conquistare, per esorcizzarla, diventarne compagna. Se la respingi, se la combatti, hai scoperto tanto tempo tempo fa, ti spossa. Se l’accogli, ti dara’ forza.

E’ una Fata dal brutto aspetto, lei, la tua alleata. Eppure, se a volte le sue magie sanno di muschio e amarezza, ti ha sempre mostrato una strada, quando  sembravi esserti persa.

Eri una bambina sola, ed ora, adulta, non sai piu’ trovarti se non tra le sue braccia senza mani per accarezzarti.

Eri li, e lei con te. Sono trascorse ore, interminabili ore nelle quail hai viaggiato senza sapere se saresti mai tornata, senza sapere se avevi davvero voglia di tornare, o semplicemente scappare.

L’incatesimo nero della Solitudine,  sembra doverti sempre far toccare l’inferno, per finalmente permettere di ritrovarti.

Avresti piu’ volte voluto, sperimentando quel  dolore di strana natura, chiedere aiuto, lasciarla li, la solitudine, con le sue magie tenebrose. Sei stata fortunata, perche’ l’unica voce a cui avresti voluto chiedere conforto, era lontana 400 kilometri, e lottava con la sue, di solitudini. Se avessi potuto chiedere aiuto, avresti spezzato un incantesimo doloroso ma necessario. E allora sei rimasta li, con poche parole veloci scambiate per telefono e solo te stessa, perche’ il temporale, prima o poi, dovra’ passare.

Mi sono alzata stamane e’ ancora una volta, l’incantesimo era avvenuto. Serena, riposata, come scrollatami di dosso la pioggia di catrame che mi aveva avvolto alla stazione, arrivata a destinazione il giorno prima.

 

Ballata del Ritorno.

Treno in stazione.

Telefonata divertente.

Fumetti nella testa

Musica dal fondo della carrozza.

“La Somma dei giorni” a farti compagnia, e con lei tutta la tribu’ della Allende.

Pensi non ho mai avuto una tribu’

Sarebbe stato bello?

Sarebbe stato complicato?

Pensi a Pippo e al suo dolore.

Pensi a Roberto che non sa se valga la pena scalare una Via.

Stazione Termini e i turisti.

Tu e il tuo sciocco diaro in testa.

Shopping veloce per i saldi in stazione.

Canotta a righe per te, costume arancione per Pippo.

Sorridi.

Autobus verso casa,

Spii ignari turisti che conversano in inglese. Parlano di andare lontano, in Australia forse, in crescita, dicono.

E tu ci pensi, all’Australia, a questo sogno ingenuo ed esotico, di cambiare continente, per cambiare te.

Benvenuti nella mia citta’, pensi.

Qui o in Australia non c’e’ differenza, se dai a te stesso il tempo di trovarti quando ti senti perso.

Qui, in una qualunque localita’ temale della Ciociaria, in Australia.

Anche se hai paura, fermati, dovunque tu ti trovi, lascia che la pioggia scenda dai tuo occhi se deve, lascia che passi il temporale.

Lascia che il silenzio della solidutine faccia la sua magia.

Sono a casa, vi scrivo, per dirvi che oggi c’e’ il sole, per dirvi che nel mio cuore c'e' stata una piccola magia.

Sono a casa per dirgli che si, magari non c'entra nulla, ma lo amo.

Tardo autunno
la prima neve
le strade di notte
ghiacciate
ma verso te

Poi all'alba
la ferrovia
monotona
stancante
ma verso te

Verso la tua voce
verso il tuo essere
verso il tuo essere tu
verso te.

-Ritorno a Brema- Eric Fried

 
June 25

ErosUp...

« Ciascuno di noi ha due cuori, uno dei due però eclissa l'altro ma se ognuno di noi riuscisse anche per un istante ad intravedere la luce del suo cuore nascosto allora capirebbe che quello è un cuore sacro e non potrebbe più fare a meno del calore della sua luce »
 
Ebbene...Vi propongo una lettura bella e leggera...Ieri sono stata alla presentazione del libro...
 
"Un'antologia in cui autrici già note o esordienti, giovani o mature, raccontano e svelano l'universo dell'erotismo fra donne. Racconti che offrono una panoramica a trecentosessanta gradi sulla letteratura lesbo in Italia oggi. Tante storie che, con una sensibilità femminilissima, illuminano temi universali, concentrandosi soprattutto sul sesso e sull'eros, sempre vissuti e descritti in modo libero, giocoso, profondo, anche esplicito e molto disinibito, ma mai volgare."
 
C'è un mistero che si chiama desiderio. I sensi ci avvisano che stiamo varcando il confine del mondo noto. Al di là c'è un mare di promesse: l'eros. Eros nulla ha da spartire con la norma. Sorprende, suscita, incanta. Non conosce numero, quantità, probabilità. Travalica, sconfina; è il tesoro che non vogliamo mostrare, è l'attesa finalmente ripagata. Eros annuncia l'amore. Eros è un corpo a corpo tra donne. Eros è scrittura. È la ricerca, nella scrittura e con la scrittura, del momento magico in cui eros stesso si palesa, dell'istante in cui vibra e fluisce tra una sillaba e l'altra, tra l'emozione autentica e il termine esatto che la manifesta, entrando, attraverso il silenzioso scorrere degli occhi sulla pagina, nell'animo di chi legge, assapora, si ciba. Nei racconti di questo libro, eros si nutre di parole e immagini capaci di intessere un flirt con il profondo mistero della sessualità, dell'amore. Dell'esistenza.
 
ErosUp-1.jpg picture by Enripoppins
 
 
Eros up! Principesse azzurre in amore...eddai...costa solo 9 Euro...A bocca aperta
 
June 23

Mi sento bene.

 
moltepoppinss.jpg Tantepoppins picture by Enripoppins
 
Ecco...non ho la forza per fare niente altro se non caricare le foto, e pensare a quanto sono stata bene a Venezia con Pippo per il Festival.
Police straordinari.
Dovrei aggiornarvi con calma ma non ho la forza nemmeno di pensarci.
 
Ecco, come mi sento, lo vedete da voi.
A presto il diario di viaggio.
Ora ninne, domani, uff, lavoro, sigh.
 
 

Poesie di mio Fratello - Cheveux Tombants

CapellialVento-1.jpg picture by Enripoppins 

Cheveux Tombants

Sera-t-elle toujours en Ville Mademoiselle cheveux tombants ?
je grimperai une mèche et celle d'après pour y arriver en courant,

à une toute petite distance de ce balcon riant
pour bien y lire dessus les mots secrets qui nous échappent 

Ces mots secrets qui font des messes basses
Jamais ecoutés à l'abris de tout ce vent qui passe.

Y a-t-il beaucoup de gents perdus dans votre mer chinoise, Messieurs les yeux ? .
Moi je reste ici vous regarder parce que c'est ici, l'on dit souvent,

Que les pensées privée s'arrêtent pour regarder dehors,
Alors moi, j'ai tout noté et je pars sur des chemins nouvelles,

Empreintes  jusqu'a présent , peut être,
Ces infinités routes perdues sur vos cheveux tombant.

Putain c'est beau cette mademoiselle les yeux revants !

 

Ecco, Luca ci tiene a precisare:

" ..ho scritto questa poesia direttamente in Francese quindi la traduzione italiana non si puo' fare,
La metto solo per spiegare il testo, ma non suona bene. MI sono ispirato ad una fotografia fatta duranti il barbeque. "

Traduzione letterale se proprio nun gliela fate in francese:

Capelli cadenti ( alla lettera ) pero' forse direi "Capelli al vento :-)"
Sara' ancora sempre in citta', sig.na Capelli cadenti ?

MI arrampichero su una meche e poi su quella successiva per arrivarci di corsa,
a una piccolissima distanza dal suo balcone sorridente
per leggerci bene le parole segrete che ci scappano.
Queste parole segrete che ci sussurrano,

mai ascoltate al riparo da tutto questo vento che passa.

C'e' molta di gente che si e' perduta nel vostro mare cinese, signori "gli occhi" ?
Io resto qui a guardarvi perche' e' qui, si dice spesso,

 che i pensieri privati si fermano per guardare fuori.

Allora io ho preso nota di tutto e parto su queste strade nuove,
mai percorse fino ad oggi, forse,
queste infinite strade perdute sui vostri capelli cadenti.
Putain !!! E' bella questa signorina "gli occhi sognanti " !

June 18

Non e' pubblicita'...ma io me ne sto a anna'...

 
HJF ...
Difatti e' dove passero' 3 giorni di balocchi facendo campeggio con la mia nuova tenda quequa 2 seconds insieme a Pippo.
Tanta musica, e spero immeritato relax.
Siamo attrezzatissimi:
Fornelletto e pentolame vario
Barbeque e carbonella
Ghiacciaia e ghiaccio secco
lampada e zampirone
autan
materassini autogonfianti, sacchi a pelo
birra e vino
macchinetta del caffe'
costumino e scarpette ginniche, nonche' sandaletti.
olio, sale, pepe e basilico.
 
 
 
Partenza domani sera dopo il lavoro direzione Bologna, cena tardi in trattoria, pernottamento in un buco sull autostrada direzione Venezia.
Ci sveglieremo prestino venerdi per raggiungere il parco di san giuliano a mestre per fare la superfila " accaparramento posti campeggio".
 
Se tutto va bene, Lunedi' mattina, con ancora nelle orecchie l'ultimo concerto dei Police, si torna a casa.
Sfranti, credo, ma felici.
 
Non manchera', naturalmente, una puntata alla Basilica di San Marco, sabato mattina, gia' prenotata.
Slurp.
 
 
 
 
April 19

Voglio volere volare

 

Qualcuno mi ha chiesto 2 giorni fa : " Ma Enrica, cosa vuole?".
 
La domanda aveva due valenze, una per me, una per lui: alla prima, la cui risposta avrebbe avuto piu' significato per il mio interlocutore, non voglio rispondere. Era una domanda provocatoria e intelligente, la cui risposta, l'interlocutore, conosce gia'. Quello di cui non sono certa, e se lui si sia posto la stessa domanda. Non amo le provocazioni, ma ne capisco il senso e la logica. Questa, in realta', mi ha dato l'occasione per riflettere su di me, ed e' la valenza che ho voluto dargli io.
 
Mi limitero' a rispondere pubblicamente alla seconda valenza, la quale, ha piu' senso per me. La risposta non e' per lui ovviamente, che avrebbe voluto sentirsi dire altro, e che tralatro, non legge il blog. La risposta e' per me. Pensarci e' stato un bel viaggio tra emozioni e ricordi, ed ho deciso di condividerla. 
 

Voglio il buffetto sul sedere ad 80 anni.

Voglio leggere tanto, voglio andare in bici, con nel cestino in vimini latte e giornale.

Voglio imparare il liguaggio dei sordomuti.

Voglio continuare a ballare in salone, che sia da sola o in compagnia, per tutta la vita.

Voglio andare alle lezioni di storia, voglio diventare una persona migliore affinche' tutto intorno a me migliori.

Voglio cantare. . Cantare mi da gioia.

Voglio una casa tutta mia.

Voglio una superfidanzata per Skrokkio.

Voglio meravigliarmi di cose che non so.

Vorrei una cane, vorrei indietro la bicicletta che mi hanno rubato.

Voglio tanti fiori in balcone.

Voglio un sistema politico che sia pieno di valori veri, a destra o sinistra che sia.

Voglio sentirmi bella in bikini. 

Voglio continuare a leggere poesie, voglio tanta musica, voglio fare la marmellata, andare alle mostre, ai concerti di qualsiasi tipo.

Voglio conoscere il mondo.

Voglio a volte solo silenzio.

Voglio respiri intensi, persone di valore accanto a me.

Voglio passare pomeriggi a raccogliere le more. Raccogliere conchiglie.

Creare, si, creare.

Voglio abbracciare le persone a cui voglio bene.

Voglio saper asciugare le lacrime della persona che amo.

Voglio un uomo intelligente e sensibile accanto a me.  

Voglio le scampagnate in collina.

Le domeniche a letto a fare l’amore.

Voglio che Robert dimentichi il dolore.

Voglio ridere, voglio tenerezza.

Voglio svegliarmi la mattina col mio uomo accanto. Guardarlo dormire mentre mi viene voglia di prepararci una bella colazione, e di fare l amore con lui, per cui, forse lo svegliero', o forse non ancora.

Voglio sentirmi bene tra le braccia di qualcuno, amico o amante che sia.

Voglio credere che l'amore per sempre esista.

Voglio la Pace.

Voglio leggere ad alta voce i passi di un libro che amo.

Voglio guardarlo tra 20 anni e pensare che si, lui era davvero la persona migliore che potesse condividere il sentiero con me.

Voglio ridere davanti ad un piatto di pasta con i miei amici, e voglio ricordarmene.

Voglio che ogni bel ricordo si incida nella mia vita come un marchio a fuoco.

Voglio non dover sempre chiedere cio’ di cui ho bisogno.

Voglio cura, onesta', intensita'.

Voglio innamorarmi.

Voglio visite culturali per la mia citta' la domenica mattina (quando non rimango a letto a gongolarmi).

Voglio anche solo riuscire a desiderare veramente un figlio. Femmina, inverita'. Camilla.

Voglio preparare la cena per due, ma anche per tre per dieci, cinquanta..

Voglio discutere ed arrabbiarmi per il posto di una quadro.

Voglio imparare a dire grazie.

Voglio ridere ancora un po'.

Voglio litigare e fare sempre pace.

Voglio che mio padre senta il suo valore, e che mia madre sia serena.

Essere fiera del lavoro di un’altro.

Voglio festeggiare ogni compleanno.

Voglio amarlo di piu’ , quando e’ piu’ fragile. Voglio essere amata di piu’, quando sono piu’ fragile io.

Voglio fare la spesa con lui .

Voglio cullarmi su un dondolo in giardino.

Voglio l’ombra di un albero al parco con un buon libro.

Voglio essere l’unica donna per lui.

Voglio essere piu' coraggiosa.

Voglio smettere di fumare senza ingrassare.

Voglio scrivere un libro di favole.

Voglio un camino con la carne alla brace.

Voglio amici intorno ad una chitarra.

Voglio solo parole sincere.

Voglio amare le mie imperfezioni.

Voglio una vacanza in barca a vela.

Voglio assistere al Torneo di Calcetto dei miei amici e fare il tifo urlando a squarciagola.

Voglio fine settimana a visitar le Capitali Europee.

Voglio un the’ con le foglie appena raccolte.

Voglio vedere mio fratello felice.

Voglio girasoli freschi sul mio comodino.

Voglio borsa e ombrello originali della Poppins.

Voglio un canotto e una canna da pesca.

Voglio cucinare le telline che ho raccolto io.

Voglio aprire una libreria, un agriturismo, un regalo.

Voglio che mia sorella abbia grande fiducia in se stessa.

Voglio volare, almeno una volta nella mia vita.

Voglio la volonta’ di essere felice qualsiasi cosa accada.

 

E voglio tanto altro ancora.

Piu' di tutto, voglio condividere tutto questo con amore.

 

Cose semplici, dette da una persona complicata. Per alcune di queste, nutro poca speranza, ma non mi sono arresa.

 

Ci ho pensato tanto e tanto a lungo, la vita in fondo, e' tutta qui. Non c'e' molto altro e tanto diverso per cui valga veramente la pena. Non per me almeno.

Tutto qui.

 

Una canzone.

Una poesia.

Una cena in compagnia.

Tenerezza.

Una lettera d'amore.

Sogni.

Marmellata e salse inglesi per il formaggio che abbiamo comprato insieme.

Un compagno. Quello giusto.

Un buffetto sul sedere a 80 anni.

 

  

La vita e' tutta qui.

Semplice, cosi' come viene, tutta qui.

 

Non sempre riesco a chiedere cio' che voglio quando i miei desideri includono la partecipazione di altre persone.  Daltra parte non credo che certe cose vadano  chieste. O si ha voglia di donarle, oppure no. O ti appartengono oppure no. O si vivono , o no. Le cose, quelle vere, si sentono e basta. Senza tante domande. Senza bisogno di risposte.

 

Cio' che IO voglio, cio’ che la vita mi mettera’ davanti e quello che sapro’ costruire con i miei limiti, sono una cosa diversa.

 

Per il momento, realizzo il realizzabile e condivido il condivisibile.

 

E voi...cosa volete?

 

 

April 08

Libera Informazione in Libero Stato - Marciamo insieme?

 

 

http://www2.beppegrillo.it/v2day/

Io sono gia' in marcia, sono la numero 62.961

clip_image002.jpg V2 Day picture by Enripoppins

 

Abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria
Abolizione dell'ordine dei giornalisti
Abolizione della legge Gasparri

 

"Il 25 aprile si terrà il V2 Day sulla libera informazione in un libero Stato. Il cittadino informato può decidere, il cittadino disinformato "crede" di decidere. Disinformare è il miglior modo per dare ordini. Si raccoglieranno le firme per tre referendum: l'abolizione dell'ordine dei giornalisti di Mussolini, presente solo in Italia, la cancellazione dei contributi pubblici all'editoria, che la rende dipendente dalla politica, e l'eliminazione del Testo Unico Gasparri sulla radiotelevisione, per un'informazione libera dal duopolio partiti-Mediaset."
Beppe Grillo

 

 
April 03

Datemi una mano: serve un piccolo aiuto..ancora i preti...abbiate pazienza...

Ciao Ragazzi, qui serve una mano.
 
Si tratta di una firma alla petizione per non far chiudere l'associazione Anticaja e Petrella.
 
...un po' su di loro:
 
Dal 1995, anno di fondazione, l’Associazione “Anticaja e Petrella Mestieri in via di estinzione – rigattieri” è un centro attivo di formazione e di reinserimento occupazionale per le persone classificate nelle categorie a rischio di emarginazione sociale e di emarginazione dal mercato del lavoro.

Il suo impegno principale è quello di portare fuori dall’istituzione carceraria persone in grado di essere positivamente reinserite nel circuito occupazionale, evitando così i rischi sempre presenti di una loro ricaduta in attività illegali.

Le principali attività dell’Associazione sono

  • Restauro, piccoli trasporti e facchinaggio;
  • Organizzazione di corsi di ceramica e laboratori artigianali;
  • Spettacolo e Audiovisivo con corsi di teatro e laboratori artistici.

    Teatro, cabaret, opera lirica, musica dal vivo, cineteca, mostre e installazioni: tutte le attività legate all’arte e all’intrattenimento vengono organizzate grazie al lavoro cooperativo dei soci e di volontari.

    Tutte queste iniziative di carattere specificamente culturale dedicate al teatro, alla musica lirica ed a quella contemporanea, alla pittura e alla scultura, rapidamente diffondono il nome dell’associazione dapprima nella città di Roma e poi la pongono anche all'attenzione dei media nazionali.

    I soci
    I soci, detenuti ed ex detenuti, ex alcolisti ed ex tossicomani, svolgono attività di artigianato e curano l’organizzazione di tutte le iniziative a carattere culturale promosse dall’Associazione.

    Anticaja compie 1
    2 anni!
    Quest’anno l’associazione Anticaja e Petrella compie 1
    2 anni.
    Una storia di lotte sociali, di arti e di mestieri.

    Io vado spesso al locale, dove ho conosciuto ex tossicodipendenti, ex detenuti e detenuti che imparano un mestiere con qualita' straordinarie. Un luogo di ritrovo umano e genuino, a volte magico. Un luogo dove a tutti e' data la possibilita' di sentirsi una persona valida e di valore, senza giudizio, con umanita', volonta' e cura

    Ora c'e' un problema...

    Il 24 maggio torneranno per sgomberare Enzo e i suoi ragazzi dalla loro "casa". Se succede i ragazzi torneranno immediatamente in carcere.

    La struttura di trova in un sottobugio della chiesa di Sant'Andrea della Valle, vicino Piazza Argentina a Roma. Ora la chiesa proprietaria dei locali vuole sfrattarli...sono due anni ormai che va avanti questa storia.

    La Chiesa vorrebbe sfrattare Antica e Petrella per dare in affitto i locali a societa' che renderebbero piu' prolifici i guadagni, per farne ristoranti o quant'altro. Premetto  poi che la chiesa non paga ICI sui locali, ne tasse allo stato italiano.

     

    Aiutateci!!!

    Clikkate sul link qui sopra per una velocissima firma...abbiamo davvero pochissimo tempo...

    Grazie di Cuore a tutti

    Enrica

     


     

     

     

    March 13

    Omaggio a Virginia

     
    Si a Virginia, perche' stata lei a ricordarmela, e perche' in qualche modo, trovo una qualche analogia tra queste due donne.
    Non ho amato e non amo il movimento futurista italiano, probabilmente piu' per sue scelte politico/ideologiche che per altro.
    Amo Depero, per esempio, ma lo devo decontestuallizzare e mi e' difficile, perche' ho una forma mentis storicista, e mi viene malino.
     
    Ciononostante al movimento attribuisco un grande slancio intellettuale e artistico, nonche' sociale e a tuttotondo culturale, che probabilmente ha assunto posizioni meno radicali in politica, in ambito europeo.
     
    Ringrazio Virginia per avermi ricordato di non essere estremista nei giudizi, ma mi perdonera', sono una giovane e a volte, come dice Aristotele, pecco di tracotanza.
    Non per malvagita', o superficialita', piuttosto per idealismo.
     

    Valentine de Saint-Point - Manifesto della Donna Futurista, 1912.

      “Eppure la nostra è un’epoca che vede trionfare il femminismo, con i suoi orrori e la sua bellezza. Accanto alle donne sprovviste di ogni grazia, che – per acquisire diritti che le altre hanno in pratica sempre posseduto -, copiando l’uomo, si sono virilizzate al punto di perdere tutte le loro essenziali qualità femminili, altre donne, che sono belle o semplicemente dotate di un’intelligenza più vasta, hanno acquisito una maggiore indipendenza di spirito e di vita, un gusto per lo sforzo personale e per un’attività in armonia con la grazia e la fatalità del loro essere, che le libera da ogni tutela e da ogni forzata irreggimentazione.
    La giovane donna di oggi è, almeno nelle sue affermazioni e nella sua apparenza, ben diversa dalla giovane donna di quarant’anni fa. Dico: nelle sue affermazioni e nella sua apparenza, perché è del tutto certo che la psiche della donna, nei suoi tratti fondamentali, rimane più o meno immutabile attraverso i secoli e le epoche. Le sue virtù restano le stesse, ma, a seconda dei tempi, vengono mascherate d’ipocrisia, tenute a freno o lasciate libere di manifestarsi.
    Ai nostri giorni le virtù femminili possono sbocciare liberamente; la donna più libera non si accontenta più delle antiche apparenze che ce la mostravano, a seconda della situazione sociale, come casalinga compiacente e silenziosa, o come fascinoso oggetto di lusso, ma senza slancio, senza durevole volontà; passiva, rassegnata ad un compito meccanico di consolazione e di piacere, soggiogata all’unico protagonista attivo della vita: il maschio.
    Essa afferma liberamente la propria volontà di dominio, più o meno forte secondo il suo carattere, il suo orgoglio di espiratrice, di educatrice e a volte anche di creatrice: essa proclama la propria coscienza, di cui regola i moti con maggiore o minore eleganza, ma che comunque rivendica.
    […]